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Dall’AMP di Tavolara il padre e la madre di Patella ferruginea per il ripristino di una specie minacciata di estinzione.

11 dicembre 2020

L’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo protagonista di un sorprendente traguardo in ambito scientifico con il progetto comunitario ReLife: il padre e la madre delle prime larve di Patella ferruginea, ottenute nel laboratorio di CNR-IBF a Camogli, provengono direttamente dall’Area Marina Protetta di Tavolara, esemplari prelavati e poi trasferiti al CNR ligure dove sono state allestite le vasche per l’acclimatazione per indurre l’emissione delle colture larvali.

Per favorire la conservazione e la sopravvivenza di questo mollusco è stato concepito ed è in corso di realizzazione il progetto “Re-establishment of the Ribbed Limpet (Patella ferruginea) in Ligurian MPAs by Restocking and Controlled Reproduction” (LIFE15NAT/IT/000771 RELIFE) che unisce l'Area Marina Protetta (AMP) di Portofino - coordinatore capofila, Acquario di Genova/Costa Edutainment, AlgoWatt, il Dipartimento DISTAV dell'Università degli Studi di Genova, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo ed Area Marina Protetta isola di Bergeggi. Il progetto è cofinanziato dall’Unione europea tramite lo strumento finanziario LIFE.


Il risultato è straordinario e siamo veramente orgogliosi che i genitori di questo successo provengano dall’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo, un territorio ricco di biodiversità capace di conservare specie marine altrove in via di estinzione. Il progetto ha infatti come obiettivo la reintroduzione e ripopolamento della Patella ferruginea una delle più grandi patelle esistenti, endemica del Mediterraneo, un tempo molto diffusa, oggi a rischio e considerata l'invertebrato marino più minacciato di estinzione in tutto il bacino. Il grande successo sta nell’essere riusciti a indurre, in modo naturale, l’emissione dei gameti da esemplari maschili e femminili di questa specie. Questi gameti in natura sono rilasciati direttamente nell’acqua, come accade per la maggior parte degli invertebrati marini, dove avviene la fecondazione, che porta alla formazione di una larva. Questa passa attraverso differenti stadi fino a raggiungere la condizione in cui si posa sul substrato e “si trasforma”, o meglio metamorfosa, in quella che è la forma detta di giovanile, ovvero di un minuscolo individuo con le fattezze però dell’adulto. Un percorso attraversato da ripetuti tentativi effettuati negli scorsi anni, che avevano consentito di acquisire basilari conoscenze sulla biologia riproduttiva della specie, le cui uniche, seppur cospicue, informazioni provenivano da aree molto distanti dal Mar Ligure, ovvero dal Mare di Alboran, tra la costa meridionale della Spagna e la costa del Nord Africa occidentale, e soprattutto dalle piccole e poco note Isole Chafarinas, isole spagnole a nord del Marocco, dove sono ancora presenti popolazioni costituite da un numero elevatissimo di esemplari. Il grande traguardo raggiunto non riguarda solo l’emissione dei gameti ma l’avere anche seguito (e documentato) le varie fasi larvali (alcune centinaia di migliaia di individui) fino al momento dell’insediamento.

Ora attenderemo alcuni mesi nella speranza che in buona misura sopravvivano alle prime più delicate settimane di vita. L’obiettivo finale è la reintroduzione degli esemplari riprodotti nelle Aree marine Protette coinvolte nel progetto. La conservazione di Patella ferruginea è molto importante per il mantenimento della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi marini.

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